“Quando la politica si interesserà veramente ai problemi della sanità viterbese?”

Pubblicato da Redazione il

Da qualche tempo si festeggia la riduzione della spesa sanitaria nella Regione Lazio.

Il messaggio è apprezzato da una platea più o meno consapevole della verità di tutti i giorni. In pratica però nessuno dice che la riduzione del deficit relativo alla spesa sanitaria, negli ultimi anni, è avvenuto grazie a:

– blocco delle assunzioni del personale dal 2008 a tutt’oggi, con la conseguenza che di nessuna differenza gli operatori sanitari usciti, non sono mai stati sostituiti;

– tagli lineari che non hanno tenuto conto e non tengono conto di nessuna differenza tra città, provincia, di chi è stato virtuoso e chi no;
– vertiginosa riduzione dei posti letto.

Cosa ha comportato tutto questo? per patologie curabili anche a Viterbo, con gravissimo disagio, anche economico, da
parte degli utenti e dei loro famigliari, costretti ad emigrare;

Confael Viterbo

– un ricorso alle strutture sanitarie private (es. laboratori analisi, studi radiologici, ecc.) per alcuni tipi di prestazioni:
– un ricorso alla propria tasca, per chi può, da parte di cittadini per pagarsi le cure;
– una impossibilità per la Asl di offrire una risposta adeguata nel campo delle principali prestazioni di base, come la cardiologia, la gastroenterologia, oculistica, cardiologia di base, soprattutto sul territorio;

– difficoltà di risposta ai bisogni dei cittadini che cominciano a registrarsi persino in discipline ospedaliere più critiche;
– un aumento dell’età media del personale in servizio per colpa del blocco del turn over.

Avere così tanti professionisti con una così elevata età media vuol dire che la Asl è esposta al rischio e che non si vede attualmente un immediato e consistente ricambio. Operatori che a 60 anni di età si ritrovano ancora nelle corsie ospedaliere con turni stressanti e rischio di errori.

A ciò va tenuto in considerazione il “demansionamento” degli infermieri, costretti a svolgere funzioni che potrebbero essere affidate ad altre figure professionali di categoria inferiore, limitando notevolmente l’assistenza a tutto campo dei pazienti.

Non va dimenticato poi che in un ente pubblico come la Asl esistono lavoratori sottopagati, in quanto, essendo in possesso del titolo specifico, svolgono funzioni di operatore socio sanitario e vengono retribuiti come ausiliario socio sanitario.

I Nostri Servizi

La mobilità dei cittadini viterbesi verso altre Asl, in questo stato di cose, deve essere considerata addirittura positiva, perchè se soltanto una piccola parte della popolazione viterbese, che va a curarsi altrove, decidesse di farlo nella provincia di Viterbo, il sistema collasserebbe più o meno immediatamente, nel senso che non sarebbe in grado, stante la grave carenza organica e di posti letto, di rispondere a quella popolazione.

Carenza di posti letto ed attività che tendono continuamente a diminuire sia come prestazioni che come risposte e va preventivamente preso in considerazione l’ospedale di Acquapendente dove sta collassando la chirurgia ridotta ai minimi termini per la gravissima carenza di chirurghi e che, a breve, vedrà cancellata anche la medicina, considerata la imminente quiescenza del direttore dell’unità operativa. La conseguenza poi, potrebbe essere l’abolizione del pronto soccorso, causando ulteriori disagi ai cittadini dell’Alta Tuscia.

Macelleria sociale sollevò le dinamiche economiche in Gran Bretagna.
Questo tipo di politica connivente con questo management a noi non piace. Noi preferiamo chiedere ad alta voce:
Quando si ridanno alla provincia di Viterbo il numero dei posti letto previsti dal numero reale dei residenti e degli standard di legge?

Quando si pensa di agire per sbloccare e soprattutto completare i cantieri ospedalieri, (non solo quello di Belcolle) per dare ai cittadini delle strutture edilizie degne di un paese civile?

Quando si pensa di assegnare alla sanità viterbese il numero necessario di operatori sanitari?
Quando si riuscirà a pensare che gli atti aziendali adottati negli ultimi anni ed ancora vogenti, a nostro parere, sono strumenti per governare un sistema e non per assegnare poltrone in prima fila?

Quando si pensa di spiegare ai cittadini viterbesi le ragioni vere che in un recente passato hanno visto il commissariamento della Asl per una ragione che avrebbe fatto ridere i polli: la presenza dell’arsenico nell’acqua!

In una parola, quando la politica viterbese sarà in grado di interessarsi veramente ai veri problemi della sanità viterbese e quindi ai cittadini di questa comunità?

Ai cittadini diciamo: abbiamo una grande responsabilità! Quando deleghiamo i politici alla gestione dell’interesse pubblico, dobbiamo controllare e chiedere conto di quello che i politici fanno (o non fanno)!

La sanità, come l’istruzione, come il lavoro, è un bene di tutti, ed a tutti è richiesto almeno l’obbligo morale, se non proprio pratico di interessarsene continuamente. Parlamentari, consiglieri regionali, sindaci e consiglieri comunali, svegliatevi a tutela dei cittadini. Uscite dal silenzio “tombale”!

La Conf.A.E.L. ha in programma un convegno sui “disservizi della sanità viterbese”, appena superato il problema “coronavirus”, dove siete tutti invitati sin da ora e vo sarà comunicato al momento opportuno.

Egidio Gubbiotto
Segretario nazionale ConfAel

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Categorie: Sanità

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