La neuropsichiatria infantile ferma da sette mesi

Pubblicato da Redazione il

Ill.ma D.ssa Donetti, Direttore Generale della A.S.L. di Viterbo, che, a nostro parere, la sanità viterbese sia vicina ad un “cumulo di macerie” non ci lascia più dubbi, ma che la malasanità comprometta la tutela della salute di utenti in età pediatrica, ci conduce nel totale sconforto.

Bambini autistici, con sindrome di Down e tutto ciò che è inerente la neuropsichiatria infantile, ferma da, orai, circa sette mesi, non può passare inosservata.

Nel manifestare la nostra indignazione su questo grave disservizio, che sta danneggiando i bambini più fragili e le loro famiglie, causando una arretratezza dei risultati ottenuti in precedenza tramite terapie riabilitative, ci chiediamo e chiediamo quanto tempo ancora deve trascorrere per rendere tale assistenza a regime.

Controlli clinici, interventi riabilitativi neurolinguistici, neuropsicomotori ed educativi non possono aspettare le comodità della A.S.L..

Ma questa assurda situazione non è bastata a creare danno ai bambini e disagio alle famiglie. Infatti, al danno si aggiunge la beffa, considerato che, per quanto concerne i tre giorni previsti falla legge 104, da decenni fruiti con permessi orari, ad oggi è stata imposta la fruizione giornaliera facendo riferimento ad un C.C.N.L. scaduto da due anni.

D.ssa Donetti, questi bambini o adolescenti sono sottoposti a terapie riabilitative anche due volte settimanali, mi domando e Le domando: se un padre o una madre devono portare i loro figli a fare terapia due volte alla settimana, quindi otto volte al mese, se fruiscono i tre permessi giornalieri, quindi tre volte, le altre cinque volte li accompagna Lei?

Lo sa, D.ssa Donetti, che i costi dei permessi inerenti la legge 104 gravano sull’INPS e non sulla A.S.L.?

Nel chiedere di provvedere ad una maggiore attenzione e tutela verso le persone più deboli e fragili, salvaguardando anche le loro famiglie, sollecitiamo una rapida soluzione del disservizio ed una revisione della concessione dei permessi affinché siano orari e non giornalieri.

Egidio Gubbiotto

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